Un processo decisionale rapido, sicuro e al passo coi tempi e con le tecnologie che offre. Con il documento della Commissione europea “Strategia per le scienze della vita” parte un’era meno lenta per i novel foods: autorizzazioni più veloci, strumenti innovativi e regole adattive, senza compromessi sui controlli. Un passo che potrebbe accelerare l’avvento di cibi del futuro nel nostro piatto.
Snellire la burocrazia per spingere sul cibo del futuro
La lentezza dei processi autorizzativi è stato sempre uno dei principali ostacoli alla velocità di autorizzazione di alcuni prodotti alimentari, basti pensare che le domande che arrivano all’Efsa impiegano mediamente 2,56 anni per ottenere un esito, contro i 9-12 mesi di Singapore. Proprio per questo l’esecutivo Ue ha deciso di introdurre clausole sperimentali, deroghe e “regulatory sandbox”, veri e propri spazi normativi temporanei dove le aziende possono testare prodotti innovativi con meno vincoli, proprio per imprimere una svolta a questi processi decisionali. Un modello simile ha già dimostrato risultati promettenti nel Regno Unito per la carne coltivata. Parallelamente, si sta sviluppando uno strumento basato sull’intelligenza artificiale per orientare i ricercatori tra le normative, che verrà integrato nel prossimo Biotech Act.
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